IL CORTEO STORICO
Vuole la leggenda che nel lontano 1187 un crociato di nome Geretèo donò alla
chiesetta del Casale di Corsignano un’immagine della Madonna che, tornando
dall’Oriente, aveva preso da un tempio di Edessa. E in que1l’umile luogo di culto,
sperduto tra gli ulivi, l’Icona si rivelo fonte di grazie e di speranze.
Tra i tanti eventi miracolosi che la Fede le attribui rimane memorabile il
"Miracolo della pioggia”, che pose fine ad un disastroso periodo di siccità. Da allora
il popolo la chiamò "Madonna dell'acqua” e in seguito la elesse sua Patrona.
Sul finire del Seicento il Vescovo Alfieri stabilì che la miracolosa icona fosse
definitivamente traslata dal lontano casale Corsignano alla Cattedrale. Tale decisione
era motivata delle precarie condizioni di sicurezza della campagna e dalla ferma
volontà del popolo che voleva l’icona della sua protettrice solennemente collocata
sull'altare maggiore della Cattedrale.
E’ quest’ultimo episodio, avvenuto tre secoli or sono in piena dominazione
spagnola, che il Corteo, nella sua prima parte, cerca di far rivivere.
La sfilata è iniziata dagli Araldi che, con argentee chiarine e rullare di tamburi,
annunziano alla cittadinanza il festoso evento. Segue , a cavallo, l’Alfiere con il
gonfalone del1’antica e gloriosa Juvenatium.
Indi avanzano i rappresentanti di alcune famiglie nobili del1’epoca. Subito
dopo sfilano le vallette con i colori dell’Universistas E ancora le congregazioni
religiose con i rispettivi gonfaloni : Giallo quello della Purificazione (vulgo
Giolluidd), Azzurro per la Madonna di Costantinopoli, Verde la Madonna degli
Angeli, Marrone San Franeesco do Paola, Rosso la Trinità, Giall’oro S.Michele,
Bianco per l’Arciconfraternita del Santissimo.
A queste si aggiungano altre bandiere. Dapprima sfila l'insegna di Monsignor
Agnello Alfieri, Vescovo di Giovinazzo, per grazia di Dio o volontà di Papa
Clemente X; poi la bandiera di Terra di Bari, ottava Provincia del Regno di Napoli ed
i colori del Capitano del Popolo.
Per ultima l'insegna araldica del feudatario Niccolò Giudice, figlio di
Domenico Giudice, Principe di Cellamare e per decreto di Re Filippo IV, Duca di
Giovinazzo.
Scortano l'insegna gli Alabardieri che aprono il passe al Corteo ducale in cui
risalta la bellezza delle nobili Dame e l'austera fidura del Duca Domenico Giudice
con la moglie Costanza Pappacoda.
Segue la Corte che conclude la prima parte del Corteo.
Se la prima parte ha il colore festoso dei giorni di giubilo, la seconda, ambientata in
epoca medioevale, ricorda periodi di fame e carestia per una lunga e terribile siccità.
In tale circostanza il popolo affidò le sue speranze alla Vergine Maria e,
penitenzialmente, portò in processione la sacra icona. E il miracelo avvenne : una
pioggia torrenziale cadde copiosa a ciel sereno, ponendo fine alle sofferenze.
I Nobili, con saio penitenziale e le rispettive insegne, iniziano la seconda parte
del Corteo.
Si riconoscono i blasoni dei Brayda, Chiurlia, De Risis, Framarino,
Lupis, Sagarriga, Saraceno, Susso, Vernice, Volpicella e Zurlo.
Seguono, nell'ordine gli Alfieri con vessilli di antiche dinastie ; gli uomini
d’arme, difensori della città : Lancieri, Balestrieri, Armigeri; i dignitari dell’epoca,
"Boni et nobiliores homies" : Giudici, Protontino, Signator, Catapano.
Il Parroco del Casale di Corsignano, don Erasmo Fanelli ed il leggendario
crociato Geretèo; i Nobili penitenti con una selva di candele simboleggiante la
preghiera che sale al cielo a perorare la grazia. E la grazia arriva : un verde e fiorito
tappeto simboleggi la terra tornata fertile e rigogliosa dopo la miracolosa pioggia.
E’ un segno di vibrante vitalità che il gruppo seguente rafforza con la gaiezza
cromatica dei fiori, con la giovane età delle Ancelle e la chiarità dei loro sai, preludio
alla venerata icona della Vergine di Corsignano.
Appena rischiarata dai Tedofori, Essa avanza, portata a spalla dalle varie maestrauze
del lavoro. _ .
Conclude il Corteo il Popolo che, alle avversità della vita, contrappone la forza
della fede e al cielo grida la sua umile ed accorata preghiera:
"Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio, non disprezzare le
suppliche di noi che siamo nella prova, e liberarci da ogni pericolo, o Vergine
gloriosa e benedetta. Così sia.